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TRADIZIONI. IL PRESEPE NAPOLETANO TRA ARTE E ARTIGIANATO

5 gennaio 2007 No Comment

In fondo è solo il presepe che ci ricorda di come sia passato un altro anno e di come il profumo del freddo di dicembre sia sempre così magico. Ed è in quest’atmosfera natalizia che il cammino di coloro che percorrono le strade della penisola sorrentina s’imbatte in striscioni che invitano a visitare gli innumerevoli presepi delle varie chiese: ogni passo del turista sarà scandito da cartelli direzionali pronti a mostrare le varie Natività rappresentate nella diverse piazze, in modo da far rivivere la più antica tra le tradizioni partenopee. Un vero percorso da tracciare, con tappe da scegliere e mete da raggiungere. Partiamo dal presepe realizzato nel Sedil Dominova dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso, sita nel centro storico, facilmente raggiungibile a piedi da piazza Tasso. Ed è proprio questa collocazione nella vecchia Sorrento che ci fa vivere una realtà che riemerge dagli abissi del tempo, grazie alla genuinità di una riproduzione frutto dell’ingegno e della passione degli artigiani locali. Visitabile tutto il giorno e gratuitamente, il presepe si estende grazie ad interni rurali, arredi e mestieri artigianali, costumi ed usanze secolari, per riportare in vita un mondo ormai scomparso, ora riemerso come per incanto a svelarci le lontane radici di una cultura che ha sfidato i millenni. Un tuffo nella storia che si ripete presso la Basilica di Sant’Antonino sempre a Sorrento, dove è custodito un esemplare donato dal poeta Saltovar, detto Piccolo Sanmartino (1946), ambientato nella Sorrento antica e con pastori del ‘700. Il Natale dunque come ritorno alle origini, sia individuale che collettivo, come nel caso del Museo Correale, dove vengono esposti 40 pastori risalenti al XVIII secolo. Il futuro però incombe anche su di una tradizione millenaria come quella della riproduzione della Natività, ed è quindi giusto citare l’innovazione dei “pastori viventi”, caratterizzati da movimenti ritmici e cadenzati come quello di San Liborio a Piano di Sorrento, o quello presso  la Basilica di Santa Maria del Lauro a Meta, teatro di uno dei più pregevoli esempi di presepe animato dell’intera penisola. Molto suggestiva anche la rappresentazione che si può visitare a Torca, piccola frazione di Massa Lubrense, che può contare la partecipazione di circa 200 persone, intente nel fare rivivere scorci di vita quotidiana riproposta in una piccola Betlemme nostrana. Vestite come i pastori dell’epoca, infatti, le comparse cercheranno di ricreare l’ambiente mistico della Natività, grazie a grotte naturali e zampogne festanti. A chiudere la tornata dei presepi made in Sorrento un classico esempio di come il sacro possa mischiarsi al profano, in una vera e propria orgia di gusto: la particolare opera in questione è la raffigurazione della Natività in cioccolato eseguita dal pasticcere Antonio Cafiero, che può essere ammirata dalle vetrine della sua rinomata pasticceria sul corso Italia a Sorrento.
(Piergiorgio Gambardella)

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