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	<title>Sorrento Info magazine turistico gratuito su Sorrento &#187; I Luoghi</title>
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		<title>CAPRI, &#8220;LA SIGNORA DEL GOLFO&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2006 22:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://magazine.sorrentoinfo.com/2006/06/08/capri-la-signora-del-golfo/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://magazine.sorrentoinfo.com/wp-content/plugins/thumbnail-for-excerpts/tfe_no_thumb.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Nel Golfo di Napoli si erge, dalle acque cristalline, l’isola di Capri, una grossa massa calcarea distante non più di tre miglia marine da Punta Campanella, l’estremità della penisola sorrentina. Il suo territorio, esteso su una superficie di poco più di 10 kmq. è diviso tra i comuni di Capri ed Anacapri ed ha rappresentato nel corso dei secoli luogo di riposo e buen retiro per potentati e vip di ogni parte del mondo, oltre che luogo di meditazione per artisti, poeti e musicisti. L’ “isola azzurra”, come Capri viene ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Nel Golfo di Napoli si erge, dalle acque cristalline, l’isola di Capri, una grossa massa calcarea distante non più di tre miglia marine da Punta Campanella, l’estremità della penisola sorrentina. Il suo territorio, esteso su una superficie di poco più di 10 kmq. è diviso tra i comuni di Capri ed Anacapri ed ha rappresentato nel corso dei secoli luogo di riposo e buen retiro per potentati e vip di ogni parte del mondo, oltre che luogo di meditazione per artisti, poeti e musicisti. L’ “isola azzurra”, come Capri viene comunemente definita, affonda fin nell’antichità la sua fortunata tradizione turistica. Due dei maggiori imperatori romani, Tiberio ed Augusto, la elessero infatti a propria dimora per le vacanze, grazie al clima mite ed allo splendore del paesaggio. Tanti facoltosi patrizi romani, emularono poi i propri sovrani, fin dal primo secolo dopo Cristo. Capri, nel corso dei secoli, è diventata anche seconda patria di scrittori come Norman Douglas, Massimo Gorkij, Jacques d’Adelsward Fersen, Curzio Malaparte, Oscar Wilde, Alessandro Dumas, Hans Christian Andersen e Compton Mackenzie, oltre al grande medico svedese Axel Munthe e a tanti altri.<br />
<strong>DA NON PERDERE<br />
Villa Jovis o villa di Tiberio.</strong> Costruzione grandiosa, sorge alla sommità del Monte Tiberio. Dalla loggia imperiale, nota come Salto di Tiberio, si gode un panorama incomparabile.<br />
<strong>Palazzo a mare e Bagni di Tiberio.</strong> Di grande valenza archeologica, il palazzo costituiva la residenza preferita dell’imperatore Augusto.<br />
<strong>Certosa di San Giacomo.</strong> Edificata nel 1374 per volere di Giacomo Arcucci, segretario della regina Giovanna I D&#8217;Angiò, costituisce il monumento più autorevole dell’arte caprese. Al suo interno si nota la sovrapposizione di stili architettonici, succedutisi nel corso dei secoli, dovuta ai molteplici restauri ai quali è stata sottoposta sia in seguito alle invasioni ottomane sia per il suo utilizzo come penitenziario. La copertura a volta fa sì che assuma i contorni dell’architettura medioevale. La chiesa è caratterizzata da un portale con bassorilievi ed un affresco del 1300.  Al suo interno si fanno notare anche alcuni affreschi seicenteschi. Il chiostro piccolo risale al Quattrocento e conserva capitelli romani e bizantini, mentre quello grande è stato edificato alla fine del secolo successivo. Il refettorio della Certosa ospita il Museo Diefenbach con opere del pittore tedesco ed alcune statue di epoca romana rinvenute all’interno della Grotta Azzurra.<br />
<strong>Chiesa di San Costanzo.</strong> Edificata nei pressi di Marina Grande è in stile bizantino ed è dedicata al santo patrono dell’isola.<br />
<strong>Chiesa di San Michele.</strong> Sorge ad Anacapri e rappresenta uno degli esempi dell’edilizia barocca nell’isola. Di rilievo il pavimento maiolicato, opera di Ignazio Chiaiese, con la rappresentazione del Paradiso Terrestre.<br />
<strong>Castello Barbarossa.</strong> Situato ad Anacapri, prende il nome dal pirata Kair-ed-Din che saccheggiò l’isola nel 1534.<br />
<strong>I Faraglioni.</strong> Si tratta di rocce staccatesi dall’isola a causa dell’erosione marina e rappresentano nel mondo il simbolo dell’isola di Capri. Qui vi si trova ancora una piccola colonia di rarissime lucertole azzurre.<br />
<strong>La Grotta Azzurra.</strong> Costituisce un altro luogo simbolo di Capri, dove i visitatori possono apprezzare lo spettacolo unico offerto del cromatismo dei fondali e dalla struttura stessa della grotta, alla quale si accede in barca attraverso un angusto ingresso.<br />
<strong>Il Belvedere di Tragara.</strong> Splendido punto panoramico che si apre sui Faraglioni.<br />
<strong>DA SORRENTO A CAPRI<br />
</strong>Distanza: 8 miglia marine<br />
Via mare: giungere al porto di Marina Piccola ed imbarcarsi su uno dei mezzi in partenza per Capri o noleggiare una imbarcazione da diporto.<br />
<strong>INFORMAZIONI E NUMERI UTILI</strong><br />
Polizia Municipale: tel. 0818370167<br />
Taxi: tel. 0818376657<br />
Uffici Postali: via Roma 50, Capri – viale De Tommaso 8/a, Anacapri<br />
Azienda Autonoma di Soggiorno, Cura e Turismo: Via P. Serafino Cimmino 1, tel. 0818370424 – Via Marina Grande, tel. 0818370634 – Piazza Umberto I 1, tel. 0818370686</p>
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		<title>VICO EQUENSE, CASALI E GASTRONOMIA</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2006 22:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://magazine.sorrentoinfo.com/2006/06/08/vico-equense-casali-e-gastronomia/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://magazine.sorrentoinfo.com/wp-content/plugins/thumbnail-for-excerpts/tfe_no_thumb.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Lungo uno dei tratti più belli e suggestivi della costa napoletana, tra Sorrento e Castellammare di Stabia, troviamo Vico Equense, poggiata su un grande banco tufaceo, immersa nel verde e affacciata sul golfo di Napoli. La città fu fondata nel XIII secolo, per volere di Carlo II d’Angiò, sulle rovine dell’insediamento romano della città di Aequana i cui resti, rinvenuti recentemente, risalgono al VII secolo a.C. Il territorio è suddiviso in 13 frazioni-casali che abbracciano un territorio di quasi 30 kmq e dove si trovano numerosi ristoranti e agriturismi dove ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Lungo uno dei tratti più belli e suggestivi della costa napoletana, tra Sorrento e Castellammare di Stabia, troviamo Vico Equense, poggiata su un grande banco tufaceo, immersa nel verde e affacciata sul golfo di Napoli. La città fu fondata nel XIII secolo, per volere di Carlo II d’Angiò, sulle rovine dell’insediamento romano della città di Aequana i cui resti, rinvenuti recentemente, risalgono al VII secolo a.C. Il territorio è suddiviso in 13 frazioni-casali che abbracciano un territorio di quasi 30 kmq e dove si trovano numerosi ristoranti e agriturismi dove gustare un’ottima cucina locale.<br />
<strong>DA NON PERDERE</strong><br />
<strong>La Chiesa dell’Annunziata.</strong> Edificata nel XIV secolo, è stata Cattedrale e sede vescovile fino al 1799. Costituisce un raro esempio di chiesa gotica in penisola sorrentina. È suddivisa in tre navate con la centrale culminante in un’abside trecentesca. Vi sono custodite alcune importanti opere d’arte e reperti storici. Inoltre nell’edificio si trova anche la tomba di Gaetano Filangieri, celebre economista del Settecento vissuto nel castello Giusso. Di fianco alla chiesa sorge il campanile cinquecentesco edificato su tre piani.<br />
<strong>Monte Faito.</strong> Vero polmone verde, l’area si estende su 440 ettari distribuiti in tre comuni. Al turista, il Faito offre l’opportunità di trascorrere qualche ora immersi nella natura, magari percorrendo uno dei dieci itinerari naturalistici proposti che conducono fino a quota 1.400 metri. Dal monte è possibile raggiungere Castellammare di Stabia con un impianto di funivia che offre uno spettacolo da non perdere.<br />
<strong>Il Museo Mineralogico.</strong> Fu istituito nel 1992 dalla Fondazione Discepolo e vi sono conservati circa tremilacinquecento tipi di minerali, provenienti da ogni parte del mondo. Tra i reperti più affascinanti vi sono alcuni cristalli di quarzo, minerali della zona vesuviana, alcune agate ed anche resti di meteoriti. Vi sono anche fossili di dinosauri custoditi nella sezione paleolitica, costituita nel 1997. Info allo 0818015668.<br />
<strong>Il Museo di Arte Sacra.</strong> E’ ospitato presso il Convento di San Vito dei Padri Minimi ed è stato aperto nel 1995. Vi sono conservati alcuni reperti di arte sacra tra i meglio conservati d’Italia come il crocefisso in avorio del XVIII secolo ed i paliotti in argento e corallo datati intorno al XVII secolo, di scuola siciliana. La maggior parte delle opere d’arte contenute nel museo è caratterizzata dai dipinti raccolti in chiese e conventi di ogni regione italiana, tutti realizzati tra il XVI ed il XVIII secolo. Info allo 0818798029.<br />
<strong>L’Antiquarium equano.</strong> Custodisce i reperti archeologici rinvenuti in occasione di vari scavi compiuti nell’intero territorio cittadino. In totale sono circa 600 pezzi, datati tra il VII ed il V secolo a.C., tra cui capitelli dorici e arcaici e parti di arredi provenienti dai resti della necropoli rinvenuta nelle viscere della città nuova. Inoltre è possibile ammirare vasi e coppe di stile ionico o corinzio, anfore, armi, monili, ceramiche e bronzi appartenenti alle civiltà greca, etrusca ed italica.<br />
<strong>Il Castello Giusso.</strong> Fu fatto edificare da Carlo II d’Angiò nel XIV secolo ed è il monumento che più di tutti rappresenta la città di Vico Equense. Sorge in posizione panoramica a strapiombo sul Golfo di Napoli e prende il suo nome da Girolamo Giusso che lo restaurò, dopo la riedificazione voluta dai principi di Conca nel 1604.<br />
<strong>DA SORRENTO A VICO EQUENSE</strong><br />
Distanza: 8 km.<br />
In auto/moto: percorrere la strada statale 145 in direzione Napoli e uscire a Vico Equense.<br />
In treno: con la linea Sorrento-Napoli della Circumvesuviana, scendere a Vico Equense.<br />
Via mare: con la linea 1 del Metrò del Mare, imbarcandosi dal porto di Marina Piccola a Sorrento.<br />
<strong>INFORMAZIONI E NUMERI UTILI</strong><br />
Polizia Municipale: tel. 0818016640<br />
Taxi: tel. 0818015405<br />
Uffici Postali: Via San Ciro 57 – Via Masturzo 22/24 (Arola)<br />
Azienda Autonoma di Soggiorno Cura e Turismo:  Piazza Umberto I 19, tel. 0818015752 – Via San Ciro 16, tel. 0818798826</p>
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		<title>POSITANO &#8220;LA GEMMA&#8221; DELLA COSTIERA AMALFITANA</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2006 22:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://magazine.sorrentoinfo.com/2006/06/08/positano-la-gemma-della-costiera-amalfitana/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://magazine.sorrentoinfo.com/wp-content/plugins/thumbnail-for-excerpts/tfe_no_thumb.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Una perla incastonata nello splendido scenario naturale che è la costiera amalfitana, tanto da meritarsi l’appellativo di “Gemma della Divina Costiera”. Questa è Positano, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. La leggenda vuole che ad edificarla sia stato Poseidone, quello che per i romani era la divinità del mare Nettuno il quale, invaghitosi della ninfa Pasitea, costruì per sedurla questa splendida località. Storicamente si ritiene sia stata fondata dai profughi di Paestum scampati all’invasione dei saraceni. Unica certezza è che già i fenici ed i greci durante ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Una perla incastonata nello splendido scenario naturale che è la costiera amalfitana, tanto da meritarsi l’appellativo di “Gemma della Divina Costiera”. Questa è Positano, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. La leggenda vuole che ad edificarla sia stato Poseidone, quello che per i romani era la divinità del mare Nettuno il quale, invaghitosi della ninfa Pasitea, costruì per sedurla questa splendida località. Storicamente si ritiene sia stata fondata dai profughi di Paestum scampati all’invasione dei saraceni. Unica certezza è che già i fenici ed i greci durante i loro viaggi attraccassero con le navi presso l’antico borgo marinaro.<br />
<strong>DA NON PERDERE</strong><br />
<strong>Le torri.</strong> Poste a difesa della città contro le invasioni piratesche sorgono a Fornillo, alla Trasita ed alla Sponda, mentre altre sono presenti all’interno dell’abitato.<br />
<strong>Le grotte preistoriche.</strong> Risalenti a vari periodi storici come il paleozoico od il cretaceo, sono disseminate lungo tutta la linea di costa e testimoniano evidenti segni della presenza umana in queste zone fin dai tempi più remoti.<br />
<strong>L’arcipelago de “Li Galli”.</strong> Si trova a tre miglia marine da Positano ed è costituito da tre isolotti: il Gallo Lungo, la Rotonda ed il Castelluccio. La leggenda vuole che fossero abitati dalle mitiche sirene che tentarono anche di ammaliare, con il loro canto ipnotico, anche Ulisse durante il suo viaggio. Sulla più grande delle isole sorge una villa di età romana appartenuta, tra gli altri, al ballerino e scenografo Rudolph Nurejev e ad un altro grande esponente della danza come Leonide Massine. Sotto la superficie del mare che bagna questo piccolo arcipelago, sono presenti numerosi relitti di imbarcazioni di varie epoche, che hanno contribuito ad accrescere il mito delle sirene.<br />
<strong>Le ville.</strong> Risalenti all’epoca romana ed abitate dai patrizi che già frequentavano queste zone a scopo di svago, sono presenti sia lungo la fascia costiera (ville marittime) sia nell’entroterra, seguendo la classica forma a terrazze del territorio (ville rustiche). La più famosa di queste ville è quella che sorgeva nella Baia di Positano, della quale restano solo pochi frammenti, perché coperta da materiali di scarico e dalla successiva realizzazione della Chiesa dell’Assunta.<br />
Botteghe. Insieme alle eleganti boutique che sorgono in molte zone della città, presentano al visitatore i prodotti dello stile della “moda Positano” che ha fatto scuola e che viene esportato in ogni angolo del mondo.<br />
<strong>Feste patronali.</strong> C’è quella del 2 luglio nella frazione collinare di Montepertuso e, soprattutto, quella della Madonna Assunta, il 15 agosto, con lo stupendo e caratteristico spettacolo di fuochi pirotecnici da seguire, possibilmente, da imbarcazioni ormeggiate al largo della spiaggia.<br />
<strong>Il premio per l’arte e la danza.</strong> Organizzato annualmente in memoria del grande ballerino e commediografo Leonide Massine.<br />
<strong>La chiesa di Santa Maria Assunta.</strong> Con la cupola rivestita di maioliche sistemate a mosaico e con il campanile risalente al XII secolo.<br />
<strong>I laboratori dei ceramisti.</strong> Ne esistono svariati sparsi in tutta la città che effettuano lavorazioni artigianali di ceramiche.<br />
<strong>Montepertuso.</strong> Salendo verso la frazione collinare di Montepertuso si gode una vista impareggiabile del golfo di Salerno e della città di Positano. Proseguendo si giunge alla frazione di Nocillo, dove si consiglia una visita tra i suggestivi vicoli<strong>.<br />
DA SORRENTO A POSITANO</strong><br />
Distanza: 17 km.<br />
In auto/moto: percorrere la strada statale 145 e successivamente la strada statale 163 in direzione Amalfi.<br />
In autobus: autolinee Sita da Sorrento ad Amalfi via Positano.<br />
Via mare: con la linea 3 del Metrò del Mare, imbarcandosi dal porto di Marina Piccola a Sorrento.<br />
<strong>INFORMAZIONI E NUMERI UTILI</strong><br />
Polizia Municipale: tel. 089875277<br />
Taxi: tel. 089811088<br />
Uffici Postali: Via Marconi 318<br />
Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo: Via del Saracino 4, tel. 089875067</p>
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		<title>MASSA LUBRENSE: MARE E NATURA</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2006 22:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://magazine.sorrentoinfo.com/2006/06/08/massa-lubrense-mare-e-natura/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://magazine.sorrentoinfo.com/wp-content/plugins/thumbnail-for-excerpts/tfe_no_thumb.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Nel lembo estremo del territorio della penisola sorrentina è situata Massa Lubrense, incuneata tra i golfi di Napoli e di Salerno. Con i suoi quasi 20 kmq. di superficie ed una linea costiera che corre per 25 km. con insenature e splendide spiagge in ghiaia, rappresenta il più importante centro balneare della costiera sorrentina. Massa Lubrense ha raggiunto anche notevole importanza come polo di alta gastronomia grazie alla presenza sul territorio di numerosi ristoranti rinomati a livello internazionale come il Don Alfonso 1870. Il comune è suddiviso in 17 frazioni ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Nel lembo estremo del territorio della penisola sorrentina è situata Massa Lubrense, incuneata tra i golfi di Napoli e di Salerno. Con i suoi quasi 20 kmq. di superficie ed una linea costiera che corre per 25 km. con insenature e splendide spiagge in ghiaia, rappresenta il più importante centro balneare della costiera sorrentina. Massa Lubrense ha raggiunto anche notevole importanza come polo di alta gastronomia grazie alla presenza sul territorio di numerosi ristoranti rinomati a livello internazionale come il Don Alfonso 1870. Il comune è suddiviso in 17 frazioni che hanno sostituito gli antichi casali.<br />
<strong>DA NON PERDERE</strong><br />
<strong>Punta della Campanella.</strong> E’ la parte del territorio della penisola sorrentina più vicina a Capri e divide il golfo di Napoli da quello di Salerno. Vi si può ammirare la Torre di Punta Campanella e di Minerva edificata dagli Angioini nel XIV secolo e ricostruita più volte nel corso dei secoli a causa delle distruzioni legate alle invasioni dei saraceni. La torre attuale ricopre i resti di un antico approdo fatto realizzare dall’imperatore romano Augusto per la sua famiglia. Ancora prima di questo, probabilmente, i greci avevano realizzato nello stesso punto un tempio dedicato al culto di Minerva.<br />
<strong>La frazione dell’Annunziata.</strong> Oltre la Chiesa nella quale è custodita una raffigurazione della Madonna della Carità, opera di Guido Reni e risalente al XVII secolo, c’è Villa Rossi, dove Gioacchino Murat, re di Napoli nel 1808, ricevette la resa sottoscritta dall’ammiraglio Hudson Lowe, che restituiva Capri al Regno di Napoli, dopo la dominazione inglese dell’isola azzurra.<br />
<strong>La Chiesa delle Grazie.</strong> Situata in località Sant’Agata sui due Golfi, risale al XVI secolo e particolare importanza riveste la struttura dell’altare centrale realizzato in lapislazzuli e madreperla con i connotati tipici della scuola fiorentina del Cinquecento.<br />
<strong>Il Deserto.</strong> E’ la parte più alta della frazione collinare di Sant’Agata sui Due Golfi. Alcuni scavi archeologici avvalorano la tesi che i romani vi avessero edificato il tempio dedicato alle Sirene dando origine all’acropoli sacra di Sorrento.<br />
<strong>Le spiagge.</strong> Oltre ai borghi marinari di Marina di Puolo e di Marina della Lobra ed alla spiaggia di Marina del Cantone, particolare rilevanza riveste la Baia di Ieranto che fa parte dei beni tutelati dal F.A.I., il Fondo Ambientale Italiano, per l’interesse storico-paesaggistico che riveste.<br />
<strong>L’Isca, Vetara e Crapolla.</strong> Così come gli isolotti de Li Galli rappresentano una caratteristica del territorio di Positano, così l’Isca e Vetara sono elementi peculiari di Massa Lubrense. Il primo, oltre a custodire i resti di una villa romana, fu residenza del grande commediografo Eduardo De Filippo. Il secondo ospita solo una consistente colonia di gabbiani. Nel fiordo di Crapolla, invece, sono conservati i resti dell’antica abbazia di San Pietro, risalente al XII secolo, edificata in onore dell’apostolo di Cristo che vi approdò nel suo viaggio verso Roma. Fu residenza del poeta Teofilo Folengo.<br />
<strong>DA SORRENTO A MASSA LUBRENSE</strong><br />
Distanza: 4 km.<br />
In auto/moto: percorrere la strada statale 145 fino al Capo di Sorrento, poi la strada provinciale numero 7 fino al centro di Massa Lubrense.<br />
In autobus: con le autolinee della Sita in partenza dalla stazione della Circumvesuviana.<br />
<strong>INFORMAZIONI E NUMERI UTILI</strong><br />
Polizia municipale: tel. 0818789165<br />
Taxi: 0818782204<br />
Uffici Postali: Via Filangieri, 40 &#8211; Piazza San Pietro 8 (Monticchio) – Corso Sant’Agata 32 (Sant’Agata sui Due Golfi) – Via Roncato 1 (Termini)<br />
Pro loco: Viale Filangieri 11, tel. 0815339021</p>
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		<title>META, &#8220;LA PORTA&#8221; DELLE DUE COSTIERE</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2006 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://magazine.sorrentoinfo.com/2006/06/08/meta-la-porta-delle-due-costiere/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://magazine.sorrentoinfo.com/wp-content/plugins/thumbnail-for-excerpts/tfe_no_thumb.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Provenendo da Napoli e superata la cittadina di Vico Equense si giunge a Meta, per il visitatore quasi una porta che si apre sulla penisola sorrentina e sulla costiera amalfitana. Da questa particolarità geografica deriverebbe, secondo la tesi più accreditata tra gli storici locali, anche il toponimo, che in greco antico significa “confine”. Il piccolo centro conserva ancora oggi quasi intatta la struttura urbanistica settecentesca che si insinua come un cuneo tra il vallone di Rosella e il costone calcareo di punta Scutolo. Fino dal periodo aragonese la città costituiva ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Provenendo da Napoli e superata la cittadina di Vico Equense si giunge a Meta, per il visitatore quasi una porta che si apre sulla penisola sorrentina e sulla costiera amalfitana. Da questa particolarità geografica deriverebbe, secondo la tesi più accreditata tra gli storici locali, anche il toponimo, che in greco antico significa “confine”. Il piccolo centro conserva ancora oggi quasi intatta la struttura urbanistica settecentesca che si insinua come un cuneo tra il vallone di Rosella e il costone calcareo di punta Scutolo. Fino dal periodo aragonese la città costituiva uno dei casali di Piano di Sorrento con cui ha condiviso storia e tradizione marinara. Meta fu infatti sede nei secoli di cantieri navali, attivi nella costruzione di velieri in legno.<br />
<strong>DA NON PERDERE</strong><br />
<strong>Punta Scutolo.</strong> Lungo la strada statale sorrentina, dall’alto della Punta, prima di entrare nel centro urbano, si può godere uno dei panorami più famosi del mondo, abbracciando con un colpo d’occhio tutta la penisola sorrentina.<br />
<strong>Basilica.</strong> Scendendo verso il centro storico si impone una visita alla Basilica della Madonna del Lauro, edificata sui resti di una villa romana che ospitava anche un tempio pagano, probabilmente consacrato a Minerva. Nella chiesa sono custoditi preziosi ex voto di varie generazioni di marinai della costiera sorrentina. Due leggende pretendono di spiegare la denominazione della basilica. Una prima la identifica con il nome di un coraggioso giovane che uccise il capo di una delegazione di  malintenzionati pirati saraceni sbarcati a Meta, un’altra narra invece dell’apparizione della Madonna vicino ad una pianta di lauro.<br />
<strong>Il Casale.</strong> Lungo la strada che conduce all’arenile della spiaggia di Alimuri si attraversa il Casale, che conserva intatte testimonianze architettoniche settecentesche. Qui si possono ammirare cortili dai portali in pietra vesuviana e pozzi rivestiti di maioliche o mattonelle policrome. Caratteristico il dedalo delle stradine intorno al vico Santo Stefano. Salendo verso la parte alta di Meta, inoltre, si può raggiungere, passando per vecchie mulattiere e castagneti, un tracciato che conduce al monte Faito.<br />
<strong>Spiaggia di Alimuri.</strong> Il racconto popolare tramanda che sulla spiaggia di Meta sia avvenuto, nella seconda metà del 1500, uno sbarco saraceno capeggiato dal pirata Alì, eroicamente affrontato dal popolo metese. Nel corso degli scontri Alì avrebbe trovato la morte: dal grido di liberazione  “Alì murì” deriverebbe il nome Alimuri. Di certo c’è che ogni estate l’ampio arenile si popola di centinaia di persone che vi giungono da ogni dove per trovare ristoro alla calura con un tuffo a mare o sotto gli ombrelloni.<br />
<strong>DA SORRENTO A META</strong><br />
Distanza: 5 km.<br />
In auto/moto: percorrere corso Italia attraversando i comuni di Sant’Agnello e Piano di Sorrento.<br />
In autobus: con le autolinee della Circumvesuviana.<br />
<strong>INFORMAZIONI UTILI</strong><br />
Polizia municipale: tel. 0818087066<br />
Taxi: 0818786344<br />
Uffici Postali: Via Marconi 2<br />
Pro loco: Via Municipio 7, tel. 0815321402</p>
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		<title>PIANO DI SORRENTO, DALLA COSTA ALLA COLLINA</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2006 22:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://magazine.sorrentoinfo.com/2006/06/08/piano-di-sorrento-dalla-costa-alla-collina/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://magazine.sorrentoinfo.com/wp-content/plugins/thumbnail-for-excerpts/tfe_no_thumb.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>La sua storia è legata a quella di Sorrento, della quale fu frazione fino al 1808. Deve il suo nome al termine latino Planities, in virtù della sua conformazione pianeggiante. Fino all’800 il territorio veniva indicato con due toponimi, Carotto e Cassano, che la tradizione popolare attribuiva a due zone divise da un evento sismico avvenuto del XVI secolo: di qui l’appellativo “cà rotto” per  quartiere danneggiato dal terremoto  e “cà sano” per quello rimasto intatto. La cittadina vanta oggi una intensa attività commerciale, erede di una secolare tradizione di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">La sua storia è legata a quella di Sorrento, della quale fu frazione fino al 1808. Deve il suo nome al termine latino Planities, in virtù della sua conformazione pianeggiante. Fino all’800 il territorio veniva indicato con due toponimi, Carotto e Cassano, che la tradizione popolare attribuiva a due zone divise da un evento sismico avvenuto del XVI secolo: di qui l’appellativo “cà rotto” per  quartiere danneggiato dal terremoto  e “cà sano” per quello rimasto intatto. La cittadina vanta oggi una intensa attività commerciale, erede di una secolare tradizione di traffici mercantili. Qui, del resto, fino a due secoli fa era fiorente un artigianato legato alla produzione di veloci imbarcazioni, note in tutto il Regno di Napoli. Affianco alla cantieristica navale il centro costiero ha legato la sua fama in Italia e oltreconfine all’industria tessile, con circa sessanta filatoi per la lavorazione di lana e seta attivi fino agli inizi del Novecento. Vera specialità erano i prodotti serici per vesti e paramenti ecclesiastici. Oggi notevole importanza ricopre anche l’agricoltura locale. Piano di Sorrento conserva infatti ancora in larga parte intatta la presenza di una coltivazione intensiva di agrumi, con pergolati e “pagliarelle” poste a difesa degli alberi.<br />
<strong>DA NON PERDERE</strong><br />
<strong>Villa Fondi.</strong> Il complesso è costituito dalla villa De Sangro di Fondi, edificata in stile neoclassico, dal parco, che ospita importanti testimonianze di vegetazione mediterranea e dal museo archeologico territoriale della penisola sorrentina Georget Vallet. La villa, considerata monumento nazionale,  venne realizzata su due piani, con un corpo di fabbrica quasi proteso a picco sul mare. Gravemente danneggiata dal terremoto del 1980, l’edificio è stato poi restaurato per trasformarsi, dopo l’acquisto da parte del comune di Piano di Sorrento, in una struttura polifunzionale per ospitare eventi e manifestazioni. Il parco, che si può inserire a pieno titolo in quella tipologia di giardini tipici della metà dell&#8217;Ottocento, accoglie una grande varietà di piante che non mancano di stupire il visitatore. Nella struttura è inserito anche il museo, intitolato all’archeologo Vallet, che custodisce reperti venuti alla luce nei secoli e che testimoniano la storia della costiera sorrentina dal II millennio a.C. all’età romana. Info allo 0818087078.<br />
<strong>Colli di San  Pietro.</strong> Nella zona alta, dai Colli di San Pietro al Monte Vico Alvano, ricco di varietà floreali tipiche della bassa macchia mediterranea, si possono godere stupendi panorami sui golfi di Napoli e di Salerno.<br />
<strong>Marina di Cassano.</strong> A Marina di Cassano sorsero i cantieri navali che fino alla prima metà dell’Ottocento gareggiavano con quelli di Savona e di Sestri Ponente. I velieri di Piano di Sorrento aprirono infatti traffici mercantili dalla penisola sorrentina prima con i porti del Tirreno e dell’Adriatico e successivamente le rotte verso le lontane Americhe.<br />
<strong>Basilica di San Michele Arcangelo.</strong> La chiesa, che la tradizione vuole costruita su un tempio pagano, custodisce dipinti risalenti ai secoli XVI e XVII. Intitolata al Santo Patrono della cittadina, la basilica conserva inoltre quattro statue in marmo raffiguranti degli angeli e attribuite a scultori della scuola del celebre Gian Lorenzo Bernini.<br />
<strong>DA SORRENTO A PIANO DI SORRENTO</strong><br />
Distanza: 4 km.<br />
In auto/moto: percorrere il corso Italia fino a Piano di Sorrento<br />
In treno: con i treni della linea Sorrento-Napoli della Circumvesuviana, scendere alla fermata Piano di Sorrento<br />
In autobus: con il servizio di linea della Circumvesuviana<br />
<strong>INFORMAZIONI E NUMERI UTILI</strong><br />
Polizia municipale: tel. 0815321486<br />
Taxi: tel. 0818786363<br />
Uffici postali: Via delle Rose 83</p>
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		<title>VILLE E RIONI: BENVENUTI A SANT’AGNELLO</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2006 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://magazine.sorrentoinfo.com/2006/06/08/ville-e-rioni-benvenuti-a-sant%e2%80%99agnello/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://magazine.sorrentoinfo.com/wp-content/plugins/thumbnail-for-excerpts/tfe_no_thumb.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Sede di ville sfarzose, estesa tra un costone tufaceo a picco sul mare e i colli della dorsale sorrentina, Sant’Agnello ha visto diviso il suo territorio, fino al 1865, tra Sorrento e Piano di Sorrento. La città deve il suo toponimo al Santo Patrono che si venera nell’omonima chiesa e che rivela le solide tradizioni agricole dell’area. La fama internazionale di Sant’Agnello deve molto anche allo scrittore inglese Marion Francis Crawford che a lungo vi soggiornò e che immortalò in tante pagine dei suoi scritti gli incantevoli scenari della cittadina ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Sede di ville sfarzose, estesa tra un costone tufaceo a picco sul mare e i colli della dorsale sorrentina, Sant’Agnello ha visto diviso il suo territorio, fino al 1865, tra Sorrento e Piano di Sorrento. La città deve il suo toponimo al Santo Patrono che si venera nell’omonima chiesa e che rivela le solide tradizioni agricole dell’area. La fama internazionale di Sant’Agnello deve molto anche allo scrittore inglese Marion Francis Crawford che a lungo vi soggiornò e che immortalò in tante pagine dei suoi scritti gli incantevoli scenari della cittadina costiera. Ricchi di attrattive i cinque rioni che dividono idealmente la città.<br />
<strong>DA NON PERDERE</strong><br />
<strong>Rione  Angri.</strong> E’ quello più antico ed intorno al quale si formò poi il primo nucleo di Sant’Agnello. Qui è possibile ammirare importanti testimonianze architettoniche risalenti al 1300 circa, come la chiesa della Santissima Annunziata realizzata in stile neoclassico o altri edifici databili al XVIII secolo. Nella zona inoltre è situata la cereria Sessa, fondata nel 1873, che produce ancora oggi, unica fabbrica in costiera sorrentina, candele fatte a mano ricavate dalla cera vergine d’api.<br />
<strong>Rione Maiano.</strong> Sempre in tema di attività artigianali si segnalano, nel rione di Maiano, le fornaci per la  lavorazione dei mattoni in terra refrattaria. Si tratta del materiale impiegato per la costruzione delle campane dei forni a legna utilizzati per la cottura della celebre pizza. Simbolo del rione è una torre denominata La Forma, quartier generale, nel Seicento, dei santanellesi in rivolta contro i comuni vicini. A Maiano, inoltre, sono stati a più riprese ritrovati reperti archelogici di epoca greca e romana.<br />
<strong>Rione Cappuccini.</strong> Degna di nota la chiesa dei frati Cappuccini e il convento, edificati nel 1586 a picco sul mare ed ubicati nel rione detto, appunto, Cappuccini. Si narra che in una cappella annessa al complesso, in seguito distrutta da una frana del costone tufaceo sottostante, i religiosi erano soliti accendere una lampada che a lungo servì da faro ai marinai che transitavano nello specchio d’acqua antistante. Di notevole interesse storico anche il complesso dell’hotel Cocumella sorto su un cinquecentesco convento gesuita. A poca distanza dal convento merita una sosta il belvedere della Marinella, che si affaccia sullo splendido panorama del golfo di Napoli e sull’omonima spiaggia. Impossibile non incantarsi davanti allo spettacolo del tramonto o, guardando in basso, a quello delle onde del mare che si infrangono contro le rocce.<br />
<strong>Rione Fontanelle.</strong> Dal mare ai colli, quelli di Fontanelle, amena ed antica contrada un tempo ricca di sorgenti d&#8217;acqua, oggi scomparse. Località a vocazione agricola è meta estiva di numerosi visitatori in cerca di pace e  tranquillità. D’obbligo una puntata al belvedere di picco Sant’Angelo dalla cui sommità si possono ammirare i Golfi di Napoli e di Salerno.<br />
<strong>Rione Tordara-Trasaella.</strong> Ultima tappa, le due località sono immerse tra uliveti e corsi d’acqua. Qui sorge anche una chiesa in stile barocco, dedicata alla Madonna delle Grazie, che custodisce un antico affresco ed un altare di notevole pregio artistico.<br />
<strong>Le Ville.</strong> Nel giardino dell’hotel parco dei Principi sorge la villa oggi chiamata Cortchacow ed il suo parco, realizzati alla fine del Settecento e poi acquistati dal principe Costantino Cortchacow, cugino dello zar Nicola II. Nelle vicinanza è possibile ammirare anche la stupenda villa Crawford,  dove lo scrittore si trasferì a partire dal 1885. Infine troviamo villa Nicolini, edificata sull’area dell’antico cortile seicentesco dei padri Cappuccini. Nell’edificio sono visibili tracce di una domus romana dotata di una peschiera a livello del mare, ancora oggi accessibile dalla villa attraverso uno scalone.<br />
<strong>DA  SORRENTO A SANT’AGNELLO</strong><br />
Distanza: 2 km.<br />
In auto/moto: percorrere il corso Italia in direzione Napoli.<br />
In treno: con i treni della Circumvesuviana, sulla linea Sorrento-Napoli.<br />
In autobus: con il servizio autolinee della linea A della Circumvesuviana e della linea Sorrento-Amalfi della Sita.<br />
<strong>INFORMAZIONI E NUMERI UTILI<br />
</strong>Polizia Municipale: tel. 0815332230<br />
Taxi: tel. 0818781428<br />
Ufficio Postale: Piazza Matteotti 15/16<br />
Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo: Via L. De Maio 35, Sorrento, tel. 0818074033</p>
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		<title>UNA, CENTO, MILLE SORRENTO</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2006 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://magazine.sorrentoinfo.com/2006/06/08/una-cento-mille-sorrento/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://magazine.sorrentoinfo.com/wp-content/plugins/thumbnail-for-excerpts/tfe_no_thumb.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Dolcemente adagiata su un costone tufaceo, Sorrento si specchia con la sua costiera nel golfo di Napoli, ammaliando turisti e visitatori, attratti da scorci e panorami mozzafiato. La città dà il suo nome alla penisola sorrentina, una vasta area che si estende da Vico Equense a Massa Lubrense e che, grazie alla sua conformazione geografica, sospesa tra il verde delle colline e l’azzurro del mare,  costituisce da sempre una delle grandi attrazioni del Sud Italia. Con i suoi quasi dodicimila posti letto distribuiti in oltre 150 strutture ricettive, oltre a ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Dolcemente adagiata su un costone tufaceo, <strong>Sorrento</strong> si specchia con la sua costiera nel golfo di <strong>Napoli</strong>, ammaliando turisti e visitatori, attratti da scorci e panorami mozzafiato. La città dà il suo nome alla penisola sorrentina, una vasta area che si estende da <strong>Vico Equense a Massa Lubrense</strong> e che, grazie alla sua conformazione geografica, sospesa tra il verde delle colline e l’azzurro del mare,  costituisce da sempre una delle grandi attrazioni del <strong>Sud Italia</strong>. Con i suoi quasi dodicimila posti letto distribuiti in oltre <strong>150</strong> strutture ricettive, oltre a decine di strutture extralberghiere &#8211; dai camping ai bed &amp; breakfast, dai residence agli ostelli, ai villaggi turistici e ad una trentina di agriturismi – la costiera sorrentina è tra le mete più gettonate dell’intera regione Campania. Costituisce inoltre la sede ideale per visitatori italiani e stranieri intenzionati a programmare escursioni verso <strong>Capri, Ischia, Pompei, Positano, Amalfi, Ercolano, Paestum</strong> e il <strong>Vesuvio,</strong> località situate a non più di 50 chilometri di distanza.<br />
Dopo essere stata colonia fenicia, <strong>Sorrento</strong> divenne uno scalo frequentato dai Greci nei commerci con <strong>Napoli</strong> e con le altre città meridionali. Proprio i greci le avrebbero imposto il nome di “<strong>Syrenusion</strong>” o “<strong>Syreon</strong>”, ovvero terra delle sirene, le mitiche creature metà donna e metà pesce, narrate anche da <strong>Omero nell’Odisee</strong>a, che con il loro canto ammaliavano i naviganti. Dopo il dominio degli <strong>Osci </strong>e dei<strong> Sanniti</strong>, venne soggiogata dai Romani. Anch’essi ne apprezzarono le bellezze, tanto da eleggerla nell’età imperiale a luogo di villeggiatura di patrizi, come testimoniano le numerose vestigia di villae.<br />
Patria di <strong>Torquato Tasso</strong>, da sempre <strong>Sorrento</strong> ha esercitato un particolare fascino che ha attratto poeti e letterati, da <strong>Goethe a Lamartine, da Stendhal a De Bouchard, da Byron a D’Annunzio, da Ibsen a Douglas</strong>, musicisti come <strong>Rossigni, Liszt, Meldesshon, Wagner</strong>, i pittori <strong>Pinelli, Fernet, Lindstrom</strong>, i fotografi <strong>De Luca e i fratelli Alinari </strong>e registi come<strong> De Sica, Gallone e Mastronardo</strong>. Tra gli illustri visitatori passati per <strong>Sorrento</strong> si ricordano inoltre <strong>Enrico Caruso, Giacomo Casanova, Scipione Breislak, Marion Crawford, Charles Dickens, Helman Melvill, Friedtich Nietzche ed Axel Munthe. </strong>La cittadina costiera venne inclusa nel <strong>Settecento</strong> tra le tappe del <strong>Grand Tour</strong>, quel viaggio attraverso le più significative città italiane che gli intellettuali stranieri compivano per approfondire la storia, l’arte e la cultura del Bel Paese.<br />
<strong>DA NON PERDERE</strong><br />
<strong>Basilica di Sant’Antonino</strong>. Dedicata al Santo Patrono, la chiesa venne edificata, con un tipico impianto basilicare a tre navate, intorno all’anno Mille e poi interessata da restauri e rifacimenti tra il <strong>XVIII e il XIX secolo</strong>. La struttura custodisce tra l’altro dipinti del Seicento, frammenti di un antico pavimento maiolicato ed un pregevole esempio di presepio napoletano del &#8217;700, attribuito ad allievi della scuola di <strong>Sammartino</strong> con figure presepiali addobbate da abiti realizzati con stoffe pregiate ed arricchiti da merletti preziosi. In una cripta sottostante è situato il sepolcro di <strong>Sant&#8217;Antonino</strong>. Probabilmente nativo di <strong>Campagna</strong>, nel salernitano, giunse dopo un lungo periodo trascorso tra <strong>Castellammare di Stabia e il Monte Faito, a Sorrento</strong> e qui morì il<strong> 14 febbraio del 471</strong>. Tra i miracoli che gli si attribuiscono, c’è quello di avere salvato un bambino che era stato inghiottito da una balena. Questo spiega il perché della presenza, nell’atrio della basilica, di due ossa di cetaceo. Un legame saldissimo, quello del santo con il mondo del mare e dei suoi protagonisti, come testimonia la collezione di ex voto presenti nella chiesa donati da marinai scampati a naufragi.<br />
<strong>Duomo.</strong> In quello di <strong>Sorrento</strong> non potevano mancare esempi di un’arte locale nota in tutto il mondo: la tarsia lignea. Il duomo cittadino, affacciato su corso <strong>Italia</strong>, è infatti impreziosito con arredi realizzati con le antiche tecniche di intarsio. Edificato agli inizi del Quattrocento, in stile romanico è stato oggetto, successivamente, di vari interventi di restauro, fino a quello del 1924 nel corso del quale fu rifatta interamente la facciata. La chiesa, oltre al battistero dove venne battezzato il cittadino forse più noto della città, <strong>Torquato Tasso</strong>, ospita un gran numero di dipinti della scuola napoletana del <strong>Settecento</strong> ed è caratterizzata anche da un imponente campanile.<br />
<strong>Sedil Dominova.</strong> Raffinato monumento, costruito intorno al 1450 e perfettamente conservato, è il luogo dove si riunivano i rappresentanti della nobiltà locale, per discutere di questioni relative alla vita politica ed amministrativa della città. Unica testimonianza rimasta in tutta la Campania degli antichi sedili nobiliari, quello di <strong>Dominova </strong>si presenta con una loggia aperta, sormontata da arcate a base quadrata e chiusa ai due lati da altrettante balaustre ed una  cupola di maiolica risalente al Seicento. Di notevole interesse gli affreschi del Settecento che raffigurano delle prospettive architettoniche. La saletta interna custodiva delle iscrizioni marmoree ora conservate al <strong>Museo Correale di Terranova di Sorrento.</strong> Nell’area antistante il sedile sorgeva un tempo una fontanella. Di qui, l’appellativo alla piazzetta di &#8220;schizzariello&#8221;, ovvero piccolo schizzo d’acqua.<br />
<strong>Convento di San Francesco.</strong> Il complesso conventuale di<strong> San Francesco d&#8217;As</strong>sisi è costituito da tre elementi: la chiesa, il monastero ed il famosissimo chiostro. La chiesa, edificata nel XIV secolo in stile barocco, ma con una facciata in marmo bianco costruita nel 1926, custodisce importanti opere come il portone ligneo del 1500, due affreschi del &#8217;700 raffiguranti<strong> Sant&#8217;Antonio da Padova e San Giacomo,</strong> ed una statua in legno raffigurante <strong>San Francesco con il Cristo crocifisso.</strong> Un’altra statua del santo, in bronzo, di stile moderno, realizzata nel 1992 dallo scultore <strong>Alfiero Nena</strong>,  è invece visibile nel piazzale antistante la chiesa. E sembra quasi accogliere il visitatore che, poco più avanti, può visitare lo splendido chiostro del Trecento, adiacente il monastero fondato nel VII secolo e tuttora abitato dai frati francescani. La struttura presenta una ricca varietà di ordini architettonici fusi insieme fino a dare vita ad un’opera unica, cornice ideale di mostre, manifestazioni, concerti ed eventi.<br />
<strong>Marina Grande.</strong> Vi si accede attraverso una via in discesa, a gradoni, che ha origine alla fine di via Sopra le Mura. Dopo pochi passi si giunge alla porta della <strong>Marina Grande </strong>che conserva, malgrado i successivi rifacimenti, l’impianto tipico delle porte greche e che viene datata intorno al IV secolo a.C. E’ da qui che entrarono i pirati turchi che saccheggiarono <strong>Sorrento</strong> nel 1558. Oltrepassata la porta ci troviamo davanti ad un tipico villaggio di pescatori dove è interessante notare una fusione dello stile moresco con quello più propriamente locale, dando origine a forme architettoniche bizzarre e pittoresche, come le case costruite nel tufo ed ancora abitate. Qui sorge anche la chiesa di <strong>Sant’Anna</strong>, protettrice del borgo, costruita alla fine del Seicento e successivamente ampliata. Su questa spiaggia, in un cantiere navale a cielo aperto, venivano costruiti i famosi <strong>&#8220;gozzi sorrentini&#8221;</strong>, tipica imbarcazione di legno con una vela, lunghe dai 6 ai 12 metri, maneggevoli e affidabili, praticamente inaffondabili. La maestrìa degli artigiani sorrentini era tale che i gozzi furono adottati dai pescatori di tutto il golfo di <strong>Napoli </strong>e delle isole. Eredi di questa tradizione sono i gozzi a motore che si costruiscono ancora oggi a Sorrento e nei dintorni.<br />
<strong>Museo Correale.</strong> Il museo è nato da una fondazione privata voluta dai fratelli<strong> Alfredo e Pompeo Correale</strong>, conti di <strong>Terranova,</strong> ultimi discendenti di un&#8217;antica e nobile famiglia sorrentina. Nei loro testamenti essi disposero che il palazzo, l’annesso fondo e le loro collezioni d&#8217;arte, custodite nella villa<strong> Correale, </strong>costituissero un museo intitolato a loro nome. Passeggiando per le stanze della splendida dimora si possono ammirare mobili preziosi, raffinate porcellane europee ed orientali e rari dipinti napoletani e stranieri. La struttura è distribuita su tre piani, per un totale di ventiquattro sale più il sottotetto, recuperato come spazio espositivo. Le collezioni d&#8217;arte del <strong>museo Correale</strong> presentano un ampio panorama della pittura e delle arti decorative napoletane dal XVI al XIX secolo e della pittura straniera, una interessante raccolta di orologi europei ed infine una delle più prestigiose collezioni di porcellane cinesi, europee e napoletane del XVIII secolo. <strong>Info allo 0818781846.</strong><br />
<strong>Museobottega della Tarsialignea.</strong> Situato nel centro storico, in un palazzo del Settecento, il museo propone, nelle sale dalle volte affrescate e dai soffitti rivestiti di parati di carta dipinti a mano,  una selezionata e ricca collezione di mobili e di oggetti realizzati dai maestri intarsiatori sorrentini lungo tutto il XIX secolo. L’esposizione evidenzia gli aspetti tecnici e decorativi delle singole scuole e botteghe artigiane. L’attigua mostra di quadri di artisti italiani e stranieri, di stampe e foto d’epoca, consente inoltre di ricostruire l’immagine ottocentesca della costiera sorrentina e del contesto storico ambientale nel quale si sviluppò la produzione intarsiata locale. L’evoluzione nelle tecniche di lavorazione, la documentazione dei materiali utilizzati, lo studio dei temi decorativi e dei dettagli progettuali, che valorizzano il design dei prodotti dell’intarsio, offrono spunto per altrettante sezioni. <strong>Info allo 0818771942.</strong><br />
<strong>Capo di Sorrento.</strong> Questa località, a metà strada tra <strong>Sorrento e Massa Lubrense</strong>, raggiungibile anche con gli autobus, ospita i <strong>Bagni della Regina Giovanna </strong>e il sito archeologico della villa di <strong>Pollio Felice</strong>. Per accedere all’area bisogna percorrere una stretta stradina, ombreggiata da alberi d’ulivo e d’aranci, coi muri coperti d’edera, che scende per una rampa degradante verso il mare. La scogliera è intitolata alla regina <strong>Giovanna Durazzo d’Angiò</strong> che, secondo una leggenda, veniva ad immergersi in questo specchio di mare. Tutto lo spazio antistante la sommità del promontorio è occupato dai ruderi di una grandiosa villa romana, appartenuta forse al patrizio <strong>Pollio Felice</strong>, costruita al tempo dell’imperatore<strong> Domiziano</strong> (81-96 d.C.) e cantata anche dal poeta latino Stazio nel poema “<strong>Silvae</strong>”. Proseguendo si può raggiungere la <strong>Solara</strong>, una distesa di rocce consumate dal sole, meta estiva di centinaia di bagnanti.<br />
<strong>Marina di Puolo.</strong> Suggestivo borgo marinaro, conta oggi circa 150 abitanti, ed un territorio diviso tra <strong>Sorrento e Massa Lubrense.</strong> La sua storia scorre tra le rughe dei vecchi pescatori, intenti a riparare reti e a scrutare quello specchio d’acqua inserito nel perimetro della riserva naturale marina di <strong>Punta Campanella,</strong> un&#8217;area protetta di notevole pregio ambientale per la sua biodiversità. Il borgo, tutto raccolto a ridosso della spiaggia grande, è sovrastato da un’antica torre di avvistamento dei pirati. Il nome <strong>Puolo</strong> deriva da una distorsione del latino Pollius, nome del patrizio romano <strong>Pollius Felix,</strong> proprietario della maestosa villa che si ergeva a poca distanza. L’area di Puolo è oggi interessata da un progetto di recupero e di tutela in chiave turistica portato avanti da una associazione costituita proprio tra gli stessi abitanti del borgo.<br />
<strong>DA SORRENTO A:<br />
</strong>Roma: 257 km.<br />
Napoli: 48 km.<br />
<strong>INFORMAZIONI E NUMERI UTILI<br />
</strong>Polizia Municipale: 0818074433<br />
Taxi: 0818782204<br />
Uffici Postali: corso Italia 212, Via Capo 108<br />
Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo: Via L. De Maio 35, tel. 0818074033</p>
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		<title>IL PASSATO E IL PRESENTE DI POMPEI</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2006 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Luoghi]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://magazine.sorrentoinfo.com/2006/06/08/il-passato-e-il-presente-di-pompei/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://magazine.sorrentoinfo.com/wp-content/plugins/thumbnail-for-excerpts/tfe_no_thumb.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Situata alla falde del Vesuvio, Pompei è uno dei centri archeologici più famosi al mondo, ma anche un polo religioso di grande richiamo. Accanto ai famosissimi scavi, che ospitano i resti della città sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 24 agosto del 79 d.C., e che rappresentano il sito archeologico più visitato d’Europa, troviamo infatti il Santuario della Madonna del Rosario, venerato da incessanti flussi di pellegrini provenienti dall’Italia e dall’estero. La “città mariana” è inoltre sede dell’annuale Mostra dell’Artigianato Religioso.
DA NON PERDERE
Scavi Archeologici. La visita agli scavi pompeiani è un’esperienza ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Situata alla falde del Vesuvio, Pompei è uno dei centri archeologici più famosi al mondo, ma anche un polo religioso di grande richiamo. Accanto ai famosissimi scavi, che ospitano i resti della città sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 24 agosto del 79 d.C., e che rappresentano il sito archeologico più visitato d’Europa, troviamo infatti il Santuario della Madonna del Rosario, venerato da incessanti flussi di pellegrini provenienti dall’Italia e dall’estero. La “città mariana” è inoltre sede dell’annuale Mostra dell’Artigianato Religioso.<br />
<strong>DA NON PERDERE<br />
Scavi Archeologici.</strong> La visita agli scavi pompeiani è un’esperienza unica, paragonabile ad una sorta di macchina del tempo in grado di catapultare il visitatore indietro di duemila anni. Luogo unico al mondo, consente di potere rivivere tra le strade, le case e le altre costruzioni immortalate dalla lava vulcanica, la vita quotidiana dei suoi antichi abitanti. Tutte le attività ruotavano  intorno al Foro,  la zona dove sorgevano i più importanti edifici pubblici e religiosi, dalla Basilica, luogo deputato all’amministrazione della giustizia ai templi di Giove e di Apollo, dalle terme al macellum, un ampio mercato al coperto dove si vendeva e acquistava ogni genere di mercanzia. Una vocazione, quella commerciale, che si ritrova nelle botteghe artigiane disseminate in tutta la città. Ai negotia  gli antichi pompeiani alternavano l’otium, anche frequentando i luoghi di svago: il Teatro Grande, con una capienza di cinquemila spettatori, il Teatro Piccolo, la cui gradinata era in grado di contenere mille posti a sedere e l’Anfiteatro, dove quasi dodicimila persone potevano seguire i combattimenti tra i gladiatori. Del raffinato gusto per l’arte e per l’architettura dei pompeiani restano testimonianza numerosi edifici patrizi: la Casa dei Vettii, di Menandro, del Fauno e la Villa dei Misteri, ricchi di mirabili esempi di decorazioni pittoriche. Interessante l’opportunità di una visita notturna agli scavi lungo un percorso illuminato e multimediale. L’itinerario parte dalle Terme Suburbane, esterne alla Porta Marina, si snoda nel dedalo di case, orti, giardini, fontane, peristili e vicoli affacciati a vari livelli sulla via Marina, fin dentro il Tempio di Apollo. La durata della visita è di circa 56 minuti. La prenotazione è obbligatoria sul sito <a href="http://www.arethusa.net">www.arethusa.net</a>. Info allo 0818575111.<br />
Antiquarium. Distrutto dai bombardamenti nel 1943 e successivamente ricostruito, il museo ripercorre le tappe della storia di Pompei. C’è una sezione dedicata alla città pre-sannitica, che raccoglie il materiale più antico della civiltà osco-campana della Valle del Sarno. Altre sezioni sono dedicate all’iconografia pompeiana, con reperti che  illustrano la vita economica e mercantile della città, strumenti di lavoro, materiale di officine e strumenti chirurgici. Info allo 0818575111.<br />
<strong>Santuario.</strong> Edificata nel 1876 per volere del futuro beato Bartolo Longo, la Basilica di Pompei rappresenta un importante centro religioso. L&#8217;interno, ricco di marmi, affreschi e mosaici, è a croce latina a tre navate sovrastate da una grandiosa cupola alta 57 metri. Sull&#8217;Altare Maggiore troviamo la tela seicentesca della Madonna di Pompei, adorna di gemme e racchiusa in una cornice di bronzo. La mole del Santuario sovrasta il piazzale antistante e culmina con la statua della Vergine del Rosario, ricavata da un solo blocco di marmo di Carrara. Il complesso è costituito inoltre da un imponente campanile alto 80 metri: grazie ad un elevatore si può raggiungere la cima ed ammirare dall&#8217;alto anche il Golfo di Napoli. Info allo 0818577370.<br />
<strong>DA SORRENTO A POMPEI</strong><br />
Distanza: 28 km.<br />
In auto/moto: percorrere la strada statale 145 in direzione Napoli, poi l’autostrada A3 in direzione Napoli, uscire a Pompei.<br />
In treno: con la linea Sorrento-Napoli della Circumvesuviana, fermata Pompei Villa dei Misteri.<br />
<strong>INFORMAZIONI E NUMERI UTILI<br />
</strong>Polizia Municipale: tel. 0818506164 &#8211; 0818614098<br />
Taxi: tel. 0818632686 &#8211; 0815367852 &#8211; 0818503199<br />
Uffici Postali: Via Sacro Cuore 32 -Via Sacra 3 &#8211; Piazza dell’Esedra 1<br />
Azienda Autonoma di Soggiorno, Cura e Turismo: Via Sacra 1, tel. 0818507255</p>
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		<title>PAESTUM GLI SCAVI ARCHEOLOGICI E I MUSEI &#8211; GROTTE DI CASTELCIVITA</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2006 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://magazine.sorrentoinfo.com/2006/06/08/paestum-gli-scavi-archeologici-e-i-musei-grotte-di-castelcivita/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://magazine.sorrentoinfo.com/wp-content/plugins/thumbnail-for-excerpts/tfe_no_thumb.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Paestum è un sito storico ed ambientale d’impareggiabile bellezza che sorge nel comune di Capaccio, in provincia di Salerno. Sono qui salvaguardate alcune delle maggiori testimonianze della colonizzazione greca che ha caratterizzato il Mezzogiorno d’Italia in età preromana, in un contesto naturale che rappresenta uno dei tratti più affascinanti della costa tirrenica. La città antica, Poseidonia, sorse intorno al 600 a.C. accanto alla foce del fiume Sele, ad opera della colonia greca di Sibari. Il sito riveste una tale rilevanza dal punto di vista storico-archeologico da essere inserito nel Patrimonio ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Paestum è un sito storico ed ambientale d’impareggiabile bellezza che sorge nel comune di Capaccio, in provincia di Salerno. Sono qui salvaguardate alcune delle maggiori testimonianze della colonizzazione greca che ha caratterizzato il Mezzogiorno d’Italia in età preromana, in un contesto naturale che rappresenta uno dei tratti più affascinanti della costa tirrenica. La città antica, Poseidonia, sorse intorno al 600 a.C. accanto alla foce del fiume Sele, ad opera della colonia greca di Sibari. Il sito riveste una tale rilevanza dal punto di vista storico-archeologico da essere inserito nel Patrimonio Mondiale tutelato dall’Unesco.<br />
<strong>DA NON PERDERE</strong><br />
<strong>Scavi archeologici.</strong> La cinta muraria, tra le testimonianze meglio conservate della Magna Grecia, racchiude i resti della città antica, suddivisa in due grandi fasce: una vincolata alla costruzione dei santuari urbani ed all’agorà, l’altra destinata all’edilizia residenziale. Al 550 a.C. risale l’edificazione sia del tempio di Hera del cosiddetto Sacello Ipogeico, nella zona dell’agorà, sia del tempio di Athena. Stupenda testimonianza dell’architettura del tempo sono poi la Porta Marina,  situata sul lato mare e la Porta Sirena, così chiamata per un bassorilievo raffigurante una Scilla con due code di pesce che la rendono simile ad una mitologica sirena. Capolavoro di età classica è il Tempio di Nettuno in stile dorico. All’epoca romana risalgono, invece, il Foro, con annesso il Capitolium, ed il vicino Anfiteatro.<br />
<strong>Museo Nazionale.</strong> Realizzato nel 1952, sorge all’interno della cinta muraria. Conserva i maggiori reperti delle necropoli, tra cui le 33 metope del tempio di Hera e le sei del Tempio Maggiore, le tombe dipinte lucane e la Tomba del Tuffatore. Ha anche una sezione riservata ai reperti di età romanica.<br />
<strong>Il Tempio di Hera.</strong> Realizzato intorno al VI secolo a.C. alla foce del fiume Sele, ne dista oggi 11 chilometri a causa dei fenomeni bradisismici che hanno coinvolto la zona. La scoperta del sito risale al 1933, ad opera degli archeologi Paola Zancani Montuoro e Umberto Zanotti Bianco.<br />
<strong>Il Museo Narrante.</strong> Nelle vicinanze del Tempio di Hera, presso una vecchia masseria, è stato realizzato questo museo che lega il proprio nome alla volontà di creare una struttura espositiva quanto più omogenea possibile con gli scavi.<br />
<strong>Altri musei.</strong> Nel territorio di Capaccio-Paestum esistono anche altre strutture museali, come il Museo Minimale di Arte Contemporanea, il Museo del Grand Tour, i Musei del Territorio del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano e gli Antiquaria del Cilento.<br />
<strong>I prodotti tipici.</strong> I carciofi denominati “Tondi di Paestum” che hanno ottenuto il marchio I.G.P. e la mozzarella di bufala campana D.O.P. denominata “Mozzarella Pestana”.<br />
<strong>Grotte di Castelcivita.</strong> Alle pendici dei Monti Alburni, a circa 40 chilometri da Paestum, sorgono queste grotte che attirano speleologi e semplici curiosi da tutto il mondo. L’erosione delle acque ha scavato la roccia per ben 4.200 metri creando gallerie, corridoi ed anche un ampio “salone”, il tutto in una cornice suggestiva unica. <br />
<strong>DA SORRENTO A PAESTUM<br />
</strong>Distanza: 104 km.<br />
In auto/moto: percorrere la strada statale 145 in direzione Napoli fino a Castellammare di Stabia, poi l’autostrada A3 in direzione Reggio Calabria, uscire a Battipaglia, percorrere poi la strada statale 18 fino a Capaccio Scalo, quindi la strada statale 166 degli Alburni fino al bivio di Petrale, infine la strada provinciale 13.<br />
In treno: dalla stazione della Circumvesuviana di Sorrento prendere il treno per Napoli e scendere a Pompei Villa dei Misteri, da qui compiere un breve tratto a piedi o in autobus di linea, fino alla stazione delle Ferrovie dello Stato che si trova nei pressi del Santuario. Dalla stazione di Pompei partono treni diretti per Paestum circa ogni ora.<br />
<strong>INFORMAZIONI E NUMERI UTILI</strong><br />
Polizia Municipale: tel. 0828723599<br />
Uffici Postali: Corso C. Carducci – Via A. Dalla Chiesa (Capaccio Scalo)<br />
Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo: Via Magna Grecia 1, tel. 0828811016</p>
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